I bambini e la musica

“Il cervello dei bambini che frequentano corsi di musica si sviluppa in maniera diversa da quelli che non seguono questo tipo di attività. Di più: i piccoli che ascoltano musica hanno anche una migliore memoria.”
Conclusioni di una ricerca condotta dall’Università McMaster di Hamilton (Canada).

Considerazioni generali

Lo scopo principale di un corso di musica non si dovrebbe ridurre all’apprendimento di una tecnica strumentale ma fare di ogni bambino un soggetto musicale all'interno e in relazione con una comunità di soggetti musicali. Nelle attività di propedeutica musicale per i più piccoli si cerca di promuovere lo sviluppo delle capacità musicali di base in un clima creativo e di gioco. Appena possibile si cercherà di far sperimentare ai bambini emozioni e difficoltà della musica d’insieme.

piano

Foto1 Pianoforte per…. gioco

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Foto 2 I primi strumenti: le percussioni

Le attività di propedeutica e musica d’insieme per bambini

Ciò che caratterizza una scuola di musica, forse ancor più dei corsi individuali strumentali (in fondo non dissimili dalle lezioni che chiunque può prendere privatamente fuori dalla scuola), sono le attività di gruppo e i corsi di gruppo. E’ qui che il bambino impara a stare “musicalmente insieme” agli altri, impara a condividere gioie e fatiche, a conoscere i propri limiti e a cercare di superarli. Ma l’attività di gruppo è anche il momento privilegiato per sviluppare le capacità musicali di base, il senso polifonico, la lettura e la scrittura musicale.

Ecco alcune caratteristiche che dovrebbe avere questo corso.

Accoglienza
Ogni bambino dovrà potersi sentire accolto dal gruppo. La lezione dovrebbe quindi iniziare sempre con uno o più giochi che aiutino ad imparare i nomi di tutti (sentirsi chiamati per nome è già un primo modo per sentirsi accolti e voluti bene) e a riallacciare i rapporti, una sorta di rituale iniziale in grado di rinsaldare il gruppo dopo la settimana trascorsa senza vedersi. Nel caso di inserimenti a metà anno, l’insegnante, pur invitando sempre i nuovi iscritti a provare ogni attività del gruppo, saprà anche rispettarne i tempi, soprattutto nel caso di bambini molto piccoli. Vi è spesso, infatti, una fase iniziale di osservazione in cui i bambini stanno in disparte e guardano i coetanei, fase che noi adulti consideriamo spesso inutile e passiva ma invece molto importante. Quando i bambini osservano compiono un’attività di memorizzazione ed elaborazione, ed il frutto di tutto questo può emergere anche dopo settimane o mesi.

Clima non competitivo
L’insegnante non dovrà mai istigare la competizione nel gruppo ed il mettersi l’uno contro l’altro. Perché una musica polifonica funzioni è necessario che ognuno possa dare il suo contributo. Nessuno, in musica d’insieme, vale per se stesso ma solo nel far “funzionare” una musica tutti assieme scaturisce quella gioia che solo la musica è in grado di dare.

Valorizzare le capacità di ognuno
L’insegnante dovrà saper scrivere arrangiamenti ed orchestrazioni pensati ad hoc. Solo cos^ è possibile valorizzare al massimo il gruppo stesso e le capacità di ogni bambino. Ogni brano musicale sarà quindi pensato e scritto per quel particolare gruppo e per le capacità di ogni bambino che compone il gruppo. Cambiano i bambini e necessariamente cambierà il brano (o qualcosa di esso).

I contenuti del corso dovrebbero essere i seguenti.

1) Sviluppo delle capacità musicali di base L’insegnante dovrà individuare tecniche, giochi ed attività in grado di potenziare le capacità musicali di ogni bambino, con un’attenzione particolare al senso ritmico; infatti “sentire il tempo” e “stare a tempo” sono condizioni necessarie in una qualsiasi attività musicale.

2) Musica e corpo. Nel bambino l’ascolto è in gran parte “ascolto corporeo” ed in generale il corpo è lo strumento principale che il bambino utilizza per apprendere ed interagire con il mondo esterno. Non si può quindi prescindere da esso. Di conseguenza l’aula dovrebbe permettere l’utilizzo del corpo in tutte le sue forme (ballo, danza creativa, suonare con il corpo, ecc.) e si dovrebbe assolutamente evitare di avere i bambini dietro ai banchi. Il corpo sarà lo strumento di lavoro privilegiato nelle lezioni di gruppo con i bambini.

3) Scrittura e lettura musicale. Il corso deve avvicinare i bambini alla lettura e scrittura musicale (solo però nel caso di bambini sopra i 6 anni). All’inizio la scrittura sarà solo ritmica ed in seguito sia ritmica che melodica. L’estensione dei brani terrà conto dellàestensione della voce dei bambini che compongono il gruppo.

4) Polifonia Suonare o cantare musica polifonica significa essere così concentrati da eseguire perfettamente la propria parte (qualsiasi lieve errore ci porta fuori dal gruppo) senza farsi influenzare dagli altri, e allo stesso tempo godere del risultato d’insieme dato dalla somma di tutte le differenti sezioni. Nei gruppi di età superiore a 6 anni si lavorarà su questi aspetti. Si partirà con polifonie ritmiche, all’inizio semplici e poi sempre più complesse. Vi è una grande soddisfazione di tutti nel momento in cui tutto riesce e le parti si incastrano perfettamente fra loro. Solo in un secondo tempo si passerà a polifonie melodiche, prima strumentali e poi vocali.

5) Sonorizzazioni e giochi con i suoni La musica strutturata è solo un aspetto del mondo sonoro che ci circonda. L’attività rivolta ai bambini dovrebbe poter spaziare oltre i confini della musica. E’ possibile creare molte attività di grande interesse per i bambini: partire dai suoni che ci circondano per meglio comprenderli e per riutilizzarli in modo creativo, utilizzare i suoni e la musica come sfondo e completamento di altre attività ed altri ambiti, i suoni come chiave di accesso per il magico ed il fantastico (che sonorizzazioni sono in grado di dare i bambini ai loro giochi simbolici!).

giorgiofranchini