Quando si pensa ad interventi a favore del carcere spesso tutto si riduce al tema lavoro, importantissimo ma non esaustivo e forse addirittura inefficace nell’affrontare determinate problematiche quali:
Un intervento costruito attorno ad un progetto musicale ed artistico può affrontare efficacemente i punti sopra descritti ed integrarsi con interventi più “tradizionali” di tipo lavorativo.

Durante il laboratorio viene portato all’interno del carcere una ricca strumentazione ritmica, composta sia da strumenti etnici artigianali, sia di strumenti a percussione industriali.
Gli strumenti a percussione permettono un approccio più istintivo ed una acquisizione più rapida della tecnica di base rispetto agli strumenti melodici.
Durante questi laboratori si lavora molto sul gruppo, cercando di superare diffidenze e incomprensioni. La musica, in tal senso ha un ruolo fondamentale: si impara a vedere nell’altro aspetti e potenzialità non conosciute dal gruppo e si impara a “stare musicalmente bene insieme”.
Con l’orchestra di percussioni creata durante il laboratorio è possibile non solo suonare polifonie ritmiche ed orchestrazioni ideate dal conduttore, ma anche svolgere attività improvvisative dove la “messa in gioco” del singolo da una parte, e le abilità sociali (capacità di ascolto dell’altro, rispetto dei tempi, ecc.) dall’altra, trovano una felice sintesi ed un’ottima palestra.
Numerose esperienze maturate presso le case circondariali di Ravenna e Forlì hanno evidenziato
Obiettivi di questi laboratori sono:
Durante questi laboratori particolare attenzione deve sempre essere posta nei confronti di coloro che per lavoro operano all’interno del carcere (guardie carcerarie, educatori, ecc.) perché non si sentano scavalcati ed in competizione con gli operatori del progetto ma anzi collaboratori attivi e riconosciuti.