In questi anni ho condotto alcuni laboratori rivolti a bambini e ragazzi che si trovavano in particolare situazione di disagio. L’attività era sempre svolta in gruppo poiché, tramite la musica, si cercava proprio di intervenire sulle dinamiche di gruppo.
Durante il laboratorio si sono utilizzati:
La musica è, per la quasi totalità degli adolescenti di oggi, parte integrante della loro vita: sottofondo, spazio sonoro aggregativo, trasgressione, veicolo affettivo, sono solo alcune delle tante funzioni che la musica suo malgrado si trova a ricoprire. L'uso e le attribuzioni simboliche che i giovani fanno della musica possono essere molteplici, ma purtroppo costante rimane l'atteggiamento passivo che essi hanno nei confronti di un prodotto che nella quasi totalità dei casi non è l'irrazionale frutto della mente creativa di un artista ma un oggetto di consumo rigidamente regolato da leggi dettate dal mercato e dalle case discografiche che lo confezionano.
Ecco però che con l'approccio giusto ed opportune metodologie di lavoro è possibile sfruttare la musica come potente mezzo per lavorare con gli adolescenti, usando le stesse "armi", ma questa volta in positivo, del mercato discografico. Valori da una parte (aggregazione, solidarietà, accettazione del diverso, ecc.), capacità cognitive dall'altra (senso critico, logica, ecc.), ed in mezzo le vere e proprie competenze musicali sono gli aspetti su cui è possibile lavorare e che possono trarre vantaggio da un'attività di questo.